L’otoplastica è l’intervento che mira a correggere la forma dell’orecchio esterno, il cui difetto principale è l’orecchio “ad ansa” o “a sventola”, attraverso un riposizionamento e un rimodellamento della cartilagine auricolare.

Non è da trascurare il fatto che le orecchie prominenti sono un inestetismo che non di rado è fonte di disagio per il paziente e può portare al rischio di problemi di natura psicologica e relazionale.

 

I POSSIBILI INESTETISMI DELL’ORECCHIO

Gli inestetismi dell’orecchio possono essere dovuti a cause congenite o traumatiche, e si presentano generalmente nelle seguenti tipologie:

  • Orecchie a sventola o sporgenti

  • Orecchie troppo grandi

  • Orecchie ad ansa

  • Malformazioni o dismorfie

  • Sporgenza asimmetria tra i padiglioni

L’intervento di otoplastica può essere eseguito anche in età pre-scolare (dopo i 5-6 anni) dato che lo sviluppo del padiglione auricolare è già completo.

 

 

COME AVVIENE L’INTERVENTO

Fondamentale come sempre è la visita pre-operatoria durante la quale il chirurgo può capire la causa di tale difetto e l’intervento da eseguire.

Il chirurgo procede con un rimodellamento della cartilagine e dei tessuti cutanei dell’orecchio.

L’intervento avviene in anestesia locale, con una durata di circa 40-60 minuti, a seconda della tipologia di inestetismo da trattare.

Le incisioni vengono effettuate nella parte posteriore dell’orecchio, in modo che le cicatrici risultino praticamente invisibili in quanto nascoste nella naturale piega della cute.

L’incisione chirurgica può essere effettuata anche nella parte anteriore delle orecchie nel caso in cui si renda necessaria la riduzione dell’ampiezza.

 

 

IL POST-OPERATORIO

Subito dopo l’intervento il paziente deve indossare per 48 ore una medicazione tipo turbante.

Successivamente indosserà una fascia (simile a quella dei tennisti) che manterrà per la settimana successiva e in seguito solo la notte per altre 2 settimane.

L’intervento di otoplastica è del tutto indolore nel post-operatorio e l’unico fastidio è rappresentato dalle fasciature che, però, hanno l’importante compito di proteggere la parte operata che è anestetizzata o meno sensibile e potrebbe andare facilmente incontro a traumi.