Cambiare il proprio aspetto per essere perfetti nei selfie sembra ormai una vera e propria mania dai risvolti non sempre positivi.

Rispetto a questa tendenza ormai in voga da diverso tempo, e alle conseguenze che porta con sè, soprattutto quando interessa i minori e la chirurgia estetica, abbiamo rivolto alcune domande al Dott. Bove Pierfrancesco, noto chirurgo e medico estetico della nostra penisola.

Dott. Bove quali sono gli interventi più richiesti per migliorare il proprio aspetto nei selfie?
Tra i miei pazienti, sono sempre di più quelli che si sottopongono a rinoplastica e che lo fanno proprio perché non sono soddisfatti dell’immagine che vedono sui social network. In realtà però, a volte, l’intervento non serve e si finisce per optare impropriamente per la chirurgia.

Perchè non serve?
I selfie non funzionano come specchi, ma distorcono l’immagine; restituiscono un’immagine alterata e non veritiera e a dimostrarlo è uno studio pubblicato sempre negli Stati Uniti sulla rivista JAMA Facial Plastic Surgery. Ad esempio, scattare foto a distanza ravvicinata, senza il bastoncino, fa sembrare il naso più largo del 30% negli uomini e del 29% nelle donne.

Di solito quanti anni hanno i pazienti del binomio selfie-chirurgia?
Io li definisco “pazienti Instagram” e di solito sono giovani sotto i 40 anni e per loro la chirurgia estetica non è un tabù, ma un’esperienza da condividere sui social.  Oggi infatti ci sono moltissime pazienti che si scattano una foto prima di entrare in sala operatoria o poco dopo essersi operate, con ancora i bendaggi.